Piccolo e magro, di quelli che diresti un fascio di nervi, gli occhi sgranati, chiarissimi sotto una frangetta brizzolata: nel complesso un tipo che ispirava simpatia. Quell’omino, arrivato davanti alla scrivania dell’ispettrice Marta Giordano del commissariato di Sesto Fiorentino, portava con sé una storia iniziata oltre quarant’anni addietro e mai conclusa. Una storia di territori che cambiano, di speranze disattese e di crimini che restano immutati nel tempo. Una storia triste e terribile, che aveva toccato Marta nel profondo e l’aveva costretta a spingersi oltre ogni limite per mettervi la parola fine.
Autori / Curatori
Roberto Bonaiuti nasce nel 1957 a Sesto Fiorentino, dove frequenta l’Istituto Statale d’Arte diplomandosi nel 1976.
Funzionario del Ministero della Cultura, dal 1984 al 2023 si è occupato di conservazione del Bene Culturale: come restauratore per la Soprintendenza Archeologica e come docente per la Scuola di Alta Formazione dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Si specializza negli interventi sul campo partecipando a ricerche e scavi archeologici terrestri e subacquei. Ha pubblicato numerosi articoli su riviste specializzate nel settore archeologico.
Dopo il pensionamento si è dedicato alla scrittura creativa, predilige il genere giallo poliziesco, del quale è appassionato lettore. I suoi racconti sono stati premiati in diversi concorsi letterari.